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genere |
DATA |
generalità |
Note |
distribuzione |
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ANTENNE |
JAN 06 |
NOTE SU BALUN X DIPOLO |
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AGZ, SEZ VINCI |
Ho deciso di buttar giù queste quattro righe per evitare di fare confusione nel costruire un oggetto banale, ossia il BALUN per alimentare il dipolo. Confusione che può succedere ed è successa.
Ricordo che all’ultima cena (quella degli OM di Vinci) conversavo con degli amici e ho disegnato sul tovagliolo lo schema del trasformatore di bilanciamento che si usa per alimentare il dipolo (che è bilanciato) tramite il cavo coassiale (che è sbilanciato). Credevo di aver bevuto poco ma evidentemente il vino scorreva a fiumi.
Ecco lo schema:
questo
schema è sbagliato. Già altre volte feci le cose diversamente e bene ma questa
volta mi è rimasto memorizzato lo schema errato che avevo disegnato sul
tovagliolo. Preparandomi ad andare in montagna con un po’ di attrezzatura per
il QRP, ho costruito un dipolo per gli 80 con BALUN come da schema. Risultato:
stazionarie a 1000 e alla misura un corto quasi netto. Spero che chi era alla
cena a tavola con me non si sia messo a fare la stessa cosa.
Lo schema giusto è invece questo:
all’osservatore
superficiale potrebbe sfuggire la differenza.
Mi sono accorto dell’errore usando il solito MFJ259. Non trovavo nessun punto di sintonia, se non a frequenze elevate rispetto al dipolo, dipendenti dalla lunghezza del cavo coassiale. Ho misurato solo il BALUN senza cavo…. Sempre un corto. Allora ho messo una resistenza da 50 ohm al posto dei rami del dipolo: sempre un corto….. Ho rifatto il BALUN con del filo diverso… sempre male. a quel punto mi è tornata la memoria ed ho usato lo schema corretto.
Ora si che va: con 10 spire trifilari avvolte su un barattolo vuoto di vitamine (da qui il titolo) da 2.5 cm circa di diametro, il BALUN va bene sulle bande basse. A 14 MHz comincia a volerci un po’ meno spire, da 6 a 8.
Ecco alcune foto di come costruirlo



Qui sopra a sx una versione di prova con filo da wrap. Al centro si vede la resistenza da 47 ohm al posto del dipolo, per effettuare le misure. A dx la versione definitiva costruita con del filo flessibile da 1.5 mmq isolato in teflon e ricoperto con del volgare teflon da idraulici.
La barra nera di isolante ha alle estremità numerosi fori per accogliere più dipoli, per più bande.
Tra la barra ed il barattolo ho messo colla a caldo, come pure un leggero strato all’interno del barattolo per tenere ferme le due viti.



Qui sopra al centro una versione di qualche anno fa con un barattolo più largo ed un connettore PL per il cavo coassiale. A dx particolare del lato superiore per l’attacco al dipolo.


Qui sopra a dx il dipolo finito in posizione di lavoro.
Materiali di recupero per un po’ di divertimento senza prezzo.
Usando filo per cablaggi elettrici per i rami del dipolo si nota che alla frequenza di accordo rimangono un po’ di stazionarie. Non ci sono se si usa la resistenza al posto del dipolo. Quindi la resistenza di attacco non è 50 ohm ma può anche variare. Se il dipolo non è a 180° ma è ripiegato, per esempio. Comunque all’utilizzo va più che bene.
La difficoltà più grande che ho incontrato ad usare il dipolo in campagna è appunto una corretta stesura. Sembra impossibile ma c’è sempre una strada da attraversare, o un albero non scalabile, o si sta troppo bassi, o si impiglia nei rovi, o o o. Comunque 40 metri di filo sono tanti! Un amico, non dico il nome, va in giro con un arco ed una freccia cui lega una funicella per fare da guida e da recupero, nei tanti tiri sbagliati.
Le cose vanno bene se si riesce a issare il centro del dipolo con il BALUN ad una decina di metri di altezza, e stendendo le estremità su alberi anche piccoli. Allora è facile fare QSO anche con 2 Watt in 80 metri. Consiglio di portarsi sempre una carrucola, della fune e quelle corde elastiche da portapacchi per auto.
Buon divertimento,
Alessandro Frezzotti